Chiude il Servizio Elettrico Nazionale: ecco come cambia la bolletta ed il prezzo

Il Servizio Elettrico Nazionale chiude i battenti, o almeno è quello che si legge da diversi mesi a questa parte, che ha portato un bel po’ di preoccupazione iniziale che è proseguita, anche nei casi non così rari di cambio strutturale delle bollette dell’energia elettrica. Il Servizio Elettrico Nazionale in realtà non chiude, ma è sicuramente stato evidenziato un grosso cambiamento.

Il contesto dell’energia elettrica in Italia è in realtà mutato da molti anni ma il cambio radicale è stato evidenziato proprio dalla cessazione quasi totale delle forniture disposto dal Servizio Elettrico Nazionale, che si rifà ad un concetto di fornitore unico, per decenni interi l’unica fonte di elettricità per i privati, ovvero i comuni cittadini.

Cosa cambia però concretamente sulla bolletta ma anche sul prezzo effettivo? Diversi cittadini hanno già riscontrato diverse novità sotto entrambi i punti di vista, però non tutti i cambiamenti sono così palesi per tutti. Come vedremo, non si tratta di un cambio così radicale ma è bene capire perchè il servizio chiude per (quasi) tutti.

Servizio Elettrico Nazionale: definizione

Costituita come società legata allo Stato Italiano ma di fatto costituita dall’Enel con l’integrazione del mercato libero dell’energia in Italia, il Servizio Elettrico Nazionale (viene spesso definito semplicemente anche SEN per comodità), si tratta di una Società per Azioni che fino a pochi mesi fa forniva ancora regolarmente quasi il 45 % delle utenze private in Italia.

Il mercato libero dell’energia è arrivato nel nostro paese oramai nella seconda metà degli anni 2000, coincidendo con la liberalizzazione di questo contesto, con numerose società che sono nate da realtà minori, ma anche aziende come Enel che hanno sviluppato una branca, realizzata appositamente con le tariffe del mercato libero.

Per regolamentazione europea infatti fin da oltre 10 anni fa l’UE ha definito l’impossibilità di esistenza di un unico fornitore con tariffe differenti, regolamentate dal mercato e dal costo dell’energia. Da qui la necessità di ridurre al minimo la diffusione dei servizi del SEN, che per l’appunto è l’erede del fornitore unico di un tempo.

Cosa cambia?

Il Servizio Elettrico Nazionale come detto, non chiude: è una società che continuerà ad avere una forma di impatto ma la maggior parte dell’utenza tradizionale di tipo privata è di fatto già stata “dislocata” verso altri fornitori, parte del mercato libero. Chi è parte già del mercato libero (ovvero tutte le utenze che almeno una volta dal 2007 ha cambiato gestore) non è portato ad alcun cambiamento.

Chi invece non ha mai fatto questo “step”, probabilmente ha già visto cambiare la propria bolletta della luce, con le denominazioni e tariffe del nuovo contesto. Tutti coloro che hanno fatto parte del SEN e non rientrano tra i vulnerabili (come vedremo a breve) hanno quindi già visto questo cambiamento o lo paleseranno nel corso dei prossimi mesi.

La scelta naturalmente può essere anche spontanea, in quanto anche se viene associato un nuovo fornitore (direzionato dalla regione di appartenenza) è sempre possibile liberamente passare attraverso una scelta libera presso una nuova società del mercato libero. E’ invece impossibile ritornare a far parte del Servizio Elettrico Nazionale come in precedenza.

Chi resta nel Servizio Elettrico nazionale?

Tutti gli utenti vulnerabili che dallo scorso 28 agosto 2024 sono entrati nel cosiddetto regime di maggior tutela. Si tratta di una categorizzazione che porta tutti i clienti del SEN a restare in questo contesto. Gli utenti vunerabili sono parte di categorie molto specifiche che potranno continuare a fare ricorso ai servizi del Servizio Elettrico Nazionale.

Ad esempio chi è residente in una abitazione ed è in gravi condizioni di salute, al punto da necessitare apparecchiature e macchinari per la sopravvivenza a fonte energetica, ma anche gli utenti delle isole minori non direttamente interconnesse, chi si trova in condizioni economiche svantaggiate, i disabili legati alla legge 104 e chi ha almeno 75 anni compiuti.

Tutti questi utenti continueranno, salvo volontà di cambiare la propria forma di utenza con una del mercato libero, ad essere forniti dal Servizio Elettrico Nazionale, restando quindi sotto il regime di maggior tutela (definizione che è visibile anche sulla parte esterna della fattura), con differenze potenziali anche sui prezzi, che seguono logiche diverse.

Prezzi

Infatti cambia il concetto: il mercato libero offre prezzi allineati alla media e sono questi tendenzialmente fissi mentre quelli del SEN risultano condizionati dagli andamenti di mercato, condizione che viene portata avanti da ARERA, una società semi statale che si occupa delle tariffe del contesto energetico. Per questo tra le due realtà possono configurarsi alcune differenze tra i prezzi.

In ogni caso non è previsto alcun distacco di energia in caso di step non scelto volontariamente, come detto si tratta di un passaggio che era stato già concepito mesi addietro per le forniture di gas naturale, sempre inerenti al mercato libero che costituirà e già costituisce una buona fetta dell’utenza attiva nel nostro paese.

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