Se hai terreni incolti, ecco come renderli produttivi

Hai ricevuto un terreno in eredità? E’ in stato di abbandono da tempo oppure è coltivato ma non ti interessa inserire questo aspetto nella tua vita? Ci sono diverse alternative che potresti valutare per ottenere una certa produttività da esso. In questo modo, il terreno che hai acquisito non rappresenterebbe più un problema

Al contrario, si potrebbe trasformare in una risorsa da sfruttare per avere dei guadagni extra o per avvicinarsi ad attività alternative in grado di fornire soddisfazione a te e ai tuoi cari. Vuoi saperne di più? Allora ti consiglio di proseguire la lettura di questo articolo. Nei capitoli seguenti verranno illustrate alcune idee.

In effetti, nonostante il terreno in sé possa rappresentare un impegno che non tutti, soprattutto chi predilige la vita di città, vogliono addossarsi, è fondamentale cambiare prospettiva e cercare di vedere il lato positivo della questione. Per gli amanti della campagna, invece, questa potrebbe essere una opportunità per un cambio vita!

Terreno incolto: di cosa si tratta?

Un terreno è essenzialmente un’area caratterizzata da una distesa, di più o meno estese dimensioni, di terra, o suolo, destinato alla coltivazione, al pascolo o, più ingenerale, allo sfruttamento per scopi di produzione. Solitamente su tali terreni non vengono costruiti edifici o altri manufatti di origine antropica se non quelli destinati a rimessaggi di strumentazioni agricole.

Un terreno di questa tipologia è definito incolto quando verte o in completo stato di abbandono oppure se non viene sottoposto a operazioni di coltivazione da almeno due annate agrarie. I motivi per cui i terreni vengono lasciati incolti sono numerose e spaziano dall’impossibilità di gestirli, alla mancanza di interesse.

Sicuramente l’esodo delle campagne avvenuto in tempi passati ha promosso il fenomeno dell’abbandono della coltivazione delle terre. Negli ultimi anni, tuttavia, sembra che si stia assistendo ad un’inversione di tendenza: sempre più persone stanno riscoprendo il piacere della vita di campagna. In questo caso, possedere un terreno incolto potrebbe rappresentare un’occasione da sfruttare.

Scopri come rendere produttivo un terreno incolto!

Il primo passo da compiere per poter rimediare ad una situazione in cui il proprio terreno non viene coltivato da anni e verte, quindi, in stato di abbandono, è l’analisi delle sue caratteristiche per valutare lo stato di produttività dello stesso. Per farlo, è sufficiente osservarlo e valutare la popolazione vegetale presente.

Se, nel corso degli anni, nonostante l’assenza di coltivazione, il terreno presenta una vegetazione spontanea di vario tipo, allora si può pensare che presenti ancora un certo grado di produttività. Al contrario, suoli altamente impoveriti, se lasciati a loro stessi, non sono in grado di promuovere la nascita spontanea di vegetazione.

A questo punto, potrebbe essere consigliato andare più nel dettaglio e condurre alcune analisi per valutare più approfonditamente le caratteristiche del proprio terreno. Esistono delle analisi chimico-fisiche appositamente studiate per questi casi. Potrebbe essere utile rivolgersi a un agronomo o ad altra figura esperta del settore per avere consigli mirati.

Non è finita qui!

Una volta note le caratteristiche intrinseche del terreno, sicuramente fondamentale è la pulizia e la manutenzione dello stesso, soprattutto nel caso in cui la vegetazione spontanea abbia preso il sopravvento. Oltre alla rimozione delle piante infestanti, potrebbe anche essere necessario liberare il terreno da rocce o detriti di vario tipo.

A seconda dei risultati ottenuti dalle analisi effettuate, infine, potrebbe essere necessario trattare il terreno con fertilizzanti o concimi, organici o chimici, in modo tale da colmare eventuali carenze ed equilibrare le concentrazioni dei nutrienti essenziali per le piante. In base alle caratteristiche del terreno, poi, dovranno essere valutate le colture più adatte.

In terreni argillosi, ad esempio, potrebbe essere una buona idea mettere a dimora le piante di carciofo, in grado di tollerare in maniera egregia i ristagni d’acqua. Nel caso di terreni in zone geografiche con clima caldo, invece, potrebbe essere meglio andare a coltivare piante rustiche e resistenti alla siccità.

Per concludere…

Quelli riportati nei capitoli precedenti sono solo alcuni degli aspetti da considerare. Infatti, una volta che è stata scelta (o sono state scelte) la coltura (o le colture) più idonee, è necessario effettuare una manutenzione continua mediante interventi colturali di vario tipo in modo tale da permetterne un sano e forte sviluppo.

Ma non solo! L’obiettivo ultimo è la raccolta dei prodotti e, quindi, la produttività della coltura. Per cui non vanno tralasciati aspetti altrettanto importanti come l’irrigazione, la potatura, la pacciamatura e così via. Nonostante gli ingenti sforzi e la necessità di grande volontà, la coltivazione può dare grandi soddisfazioni !

Lascia un commento