Come bere vino per abbassare il colesterolo: ecco il trucco

Molte persone considerano il vino come la bevanda per eccellenza ed è per questo che non vedono l’ora di consumare un pranzetto di tutto rispetto o una cena sfiziosa per abbinare alle varie portate questo liquido dalla consistenza particolarmente gradevole. Sicuramente si tratta di una risorsa da non sottovalutare, non solo in termini organolettici e di gusto.

Il vino è infatti una sostanza alcolica e proprio per questo motivo andrebbe consumata con responsabilità, in maniera da non incorrere in problematiche molto più pesanti e pericolose da gestire. Questo non vuol dire che non possiamo ritagliarci questo piacere quando siamo a tavola e non vediamo l’ora di gustare qualcosa di interessante e molto appetitoso

Secondo gli esperti, però, bere vino sarebbe un’azione da non sottovalutare, non tanto perché potrebbe risultare pericolosa, ma proprio perché potrebbe comportare una serie di benefici che non tutti conoscono. Tra questi il vino garantirebbe anche il controllo del colesterolo, parametro che riuscirebbe perfino a far abbassare. Ecco, dunque, come berlo per godere di tale vantaggio.

Alla scoperta del vino

Quando parliamo di vino facciamo riferimento ad una preparazione alcolica che vede come ingrediente principale, un frutto molto apprezzato e diffuso in Italia ovvero l’uva. Questa viene trattata e lavorata a lungo prima di prendere le sembianze del liquido colorato che tutti conosciamo ed è proprio per questo motivo che viene sottoposta alla fase della fermentazione.

Il vino è una bevanda molto antica ed è proprio per questo motivo che si pensa che la sua produzione ebbe inizio circa 300.000 anni fa, anche se poi, ovviamente, si è evoluta nel tempo arrivando a regalarci la bevanda che tutti noi oggi conosciamo e apprezziamo. Sicuramente l’Italia ha molto da offrirci sotto questo punto di vista.

Il vino è infatti un emblema del nostro paese e molte tipologie dello stesso sono vendute e ricercate anche all’estero. Solitamente la fase in cui si produce più vino è proprio quella legata alla vendemmia che, tendenzialmente, si verifica verso la fine di settembre, periodo ottimale per la nascita e la crescita degli acini d’uva.

Come viene classificato il vino?

Tutti coloro che non si intendono di vino tendono a classificare questa bevanda come tale, senza soffermarsi su tutti quei fattori che potrebbero dirci di più su un determinato prodotto. Per poter classificare al meglio il vino è quindi necessario prendere in esame diversi fattori, i quali ci faranno avere le idee più chiare a tal proposito.

In primo luogo dobbiamo capire l’area di provenienza dell’uva utilizzata per creare questa bevanda, così come la tipologia di vino stesso che può essere novello, spumante, frizzante liquoroso e molto altro ancora. In alcuni casi, poi, parliamo di una bevanda che possiede una certa classificazione proprio perché sfrutta composizioni biologiche.

Per non parlare di tutti quei fattori che comprendono il prezzo, il vitigno. e anche l’annata. Quest’ultima è davvero molto importante poiché si pensa che più il vino invecchi e più, al momento della sua apertura, possa offrirci in termini di gusto e di sapore. Ovviamente un’altra classificazione da fare è quella relativa al colore del vino che, ovviamente, cambia in base alla tipologia di uva utilizzata.

Quali tipologie di vino sono le più diffuse di sempre?

Come abbiamo detto finora, il vino non è tutto uguale ed è proprio per questo motivo che possiamo fare una classificazione in base alle caratteristiche esplicate dallo stesso. La prima grande differenza si evince dal colore del vino che, tendenzialmente, si distingue in vino bianco e vino rosso. Il vino bianco ha come base l’acino chiaro e nella maggior parte dei casi questo viene privato della buccia poiché si tende ad utilizzare solo la sua polpa.

Il vino bianco è quello più apprezzato soprattutto se abbinato al pesce e alla carne bianca. Il vino rosso invece, è quello che si abbina alla carne e al formaggio e si distingue, appunto, per il suo colorito intenso e mai scontato. In questo caso l’uva nera non viene privata della buccia che, ovviamente, continua a macerare insieme a tutto il resto del frutto.

Meno diffuso, ma molto apprezzato, anche il vino rosé che, per l’appunto, vede l’utilizzo di uve scure che però vengono fatte macerare con tempistiche diverse, in maniera tale da conferire una colorazione unica e particolare al vino. In questo caso l’abbinamento viene consigliato circa portate come i salumi, ma anche per dare un tocco di classe in più a sughetti e salse.

Come bere il vino per abbassare il colesterolo?

Finora abbiamo parlato delle grandi qualità che il vino riesce ad avere, ma non ci siamo soffermati sulla parte più importante, ovvero quella che ci chiediamo nel titolo del nostro articolo. È vero che il vino riesce ad abbassare il colesterolo? La risposta a questa domanda è affermativa ed ecco perché riveleremo come berlo per poter trarre questo grande beneficio dal prodotto in questione.

Il vino contiene l’uva, in quanto deriva dalla stessa. Questa essendo un frutto di altissima qualità contiene una grande quantità di fibre ed è proprio per questa ragione che le stesse riescono ad esercitare una funzione contraria rispetto a quella messa in atto dal colesterolo. Ecco, dunque, perché per riuscire a contrastare la formazione di questo grasso sarebbe raccomandabile bere almeno 2 bicchieri di vino spalmati nell’arco della giornata, ma sempre a stomaco pieno.

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